Domanda di: Ing. Antonio Grasso | Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2026 Valutazione: 4.9/5
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Sul fondo del vaso (o meglio, pithos) di Pandora, dopo che tutti i mali, le malattie e le sofferenze si erano sprigionati nel mondo, rimase soltanto la Speranza (in greco Elpis).
Nella mitologia greca, il vaso pieno di tutti i mali che Zeus aveva affidato alla prima donna mortale, Pandora, che per curiosità volle aprirlo, consentendo ai mali di spargersi per il mondo e di provocare sciagure a tutto il genere umano.
Questo vaso, che avrebbe dovuto contenere il grano, conteneva invece tutti i mali che affliggono l'uomo e che erano fino a quel momento separati da lui.
L'apertura del vaso di Pandora rappresenta, quindi, una specie di intrusione nel nostro campo psicologico che viene “invaso” da qualcosa di inatteso, da quelli che sono “i mali del mondo” che, nel contempo, sono le stesse “provviste” compresse nell'ambito della nostra psiche.
Fu il messaggero degli dèi a darle apparentemente anche il nome, Pandora, che si può leggere in due modi: colei che è dotata di tutto oppure colei che dona tutto. Insomma, un “bel male,” come lo definiscono i Greci, infiocchettato per bene per ingannare gli uomini.