Il Corano prescrive alle donne musulmane un abbigliamento basato su modestia, dignità e pudore, con l'obiettivo di non mostrare ornamenti in pubblico eccetto ciò che appare normalmente (viso e mani). I versetti principali (Surah Al-Ahzab 59 e An-Nur 31) indicano di coprire il petto col velo (khimar) e usare mantelli (jilbab) in pubblico per essere riconosciute e non molestate.
Cosa dice il Corano sull'abbigliamento della donna?
Questa osservanza nasce da un versetto del Corano che dice: «O Profeta! Dì alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di chiudere su di esse i loro indumenti! Questo sarà il mezzo più semplice perché esse siano riconosciute e non siano offese» (Q. 33:59).
In base al Corano, il testo sacro islamico, le donne sono uguali agli uomini di fronte ad Allah. La Shari'a (Legge islamica) stabilisce delle differenze tra i ruoli di genere, i diritti e i doveri della donna e dell'uomo. Donna con hijab in Tunisia.
Una veste indossata da una donna musulmana si chiama abaya o jilbab e gli uomini indossano quello che viene chiamato thobe. In genere, questi abiti vengono indossati quotidianamente, sopra i vestiti.
Allah, infatti, non la punisce (i dolori del parto non sono un castigo da lui voluto), anzi, alla donna non affida solo il compito della procreazione ma, come fa con l'uomo, la impegna a perseguire il bene. Detto con altre parole, uomo e donna sono uguali davanti ad Allah.