Cosa diceva Gianni Rodari sugli errori?

Domanda di: Dr. Ileana Pellegrini  |  Ultimo aggiornamento: 1 giugno 2026
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Gianni Rodari considerava gli errori necessari, utili "come il pane" e spesso "belli", citando la Torre di Pisa come esempio emblematico. Nel Il libro degli errori (1964), sosteneva che gli errori non stanno nelle parole, ma nelle cose, invitando a correggere il mondo anziché punire le sviste. Sosteneva l'idea che, sbagliando, si possa inventare e creare.

Chi ha detto "sbagliando si impara"?

sbagliando si impara. Così scriveva Gianni Rodari, il grande poeta, maestro e pedagogista che dedicò la vita a far incontrare poesia, gioco, impegno civile e bambini, vincendo nel 1970 il prestigioso premio Andersen con la pubblicazione de “La grammatica della fantasia”.

Cosa diceva Gianni Rodari?

Gianni Rodari diceva che la fantasia è fondamentale, che gli errori sono utili per imparare ("sbagliando s'impara"), che i bambini vanno rispettati e incoraggiati a creare e che la lettura e le fiabe sono strumenti per capire il mondo, non solo per accumulare sapere, sostenendo che non esistono bambini cattivi, ma bambini infelici, e che la guerra è da evitare sempre. Le sue parole sottolineano l'importanza della creatività, della libertà e della conoscenza.

Cosa significa la frase "Gli errori sono necessari"?

“Gli errori sono necessari, utili come il pane, e spesso anche belli: per esempio questa formagellina” diceva Gianni Rodari. Ok forse la frase non diceva proprio così ma era perfetta per descrivere la storia di questa forma.

Chi ha detto gli sbagli sono necessari utili come il pane e spesso anche belli?

Gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli: per esempio, la Torre di Pisa». Con queste parole Gianni Rodari, nel 1964, invita gli adulti a mutare il punto di vista sugli errori.

Il libro degli errori di Gianni Rodari · Anteprima audiolibro