Dopo la morte di Cesare (44 a.C.), si schierò con Bruto e osteggiò Marco Antonio, contro il quale scrisse le 14 Filippiche, orazioni che nel titolo richiamano i famosi discorsi tenuti da Demostene in Atene contro Filippo di Macedonia.
Come si comporta Cicerone quando apprende della morte di Cesare?
La gioia di Cicerone per la morte di Cesare non durò a lungo, perché ad assumere il controllo della situazione a Roma fu Marco Antonio: durante le esequie funebri del dittatore infiammò la folla e la aizzò contro gli assassini del loro capo. Sentendosi in pericolo di vita, Bruto e Cassio abbandonarono la città.
In maniera del tutto inaspettata, all'apertura del testamento di Cesare si scoprì che non era Marc Antonio il suo prescelto, ma che egli lasciava ricchezze e successione politica al giovanissimo nipote Ottaviano, di appena 18 anni, che aveva in segreto adottato dandogli anche il suo nome (Caio Giulio Cesare Ottaviano).
Clodio fece pagare a Cicerone la copa di aver condotto processi sommari contro i catilinari. Nel 58 Clodio lo fece condannare perché aveva mandato a morte dei cittadini romani senza l'iter dell'assenso popolare. La pena consistette in sedici mesi di esilio in Grecia.
Cicerone e la divulgazione filosoficaCicerone è considerato come uno dei più importanti uomini politici romani del I secolo a.C., ma la sua fama è giunta fino a noi grazie soprattutto alla sua straordinaria eloquenza e ai suoi scritti, che hanno costituito un modello per i posteri.