Quando un bambino non parla o ha un ritardo nel linguaggio, è fondamentale non aspettare troppo e parlarne con il pediatra, preferibilmente entro i 2 anni e mezzo, per una valutazione logopedica. Stimolare la comunicazione a casa è cruciale: parlare costantemente descrivendo la giornata, leggere libri insieme, cantare e ascoltare musica. Evitare di sostituirsi a lui nelle richieste e stimolare il contatto visivo.
Quando iniziare a preoccuparsi se il bambino non parla?
Ci si deve preoccupare se a 2 anni il bambino pronuncia meno di 50 parole, non unisce due parole (es. "mamma acqua") e non mostra miglioramenti significativi entro i 2 anni e mezzo, specialmente se non capisce indicazioni semplici o non usa gesti e sguardo per comunicare; a 3 anni, se il linguaggio è incomprensibile per gli estranei o è poco comunicativo, è consigliabile un approfondimento, consultando il pediatra per una valutazione logopedica o neuropsichiatrica.
L'età di tre anni rappresenta una sorta di spartiacque tra i bambini cosiddetti "parlatori tardivi" e i bambini con un probabile disturbo del linguaggio.
Quali sono le cause per cui alcuni bambini tardano a parlare?
Uno dei motivi più comuni per cui i bambini tardano a parlare è un disturbo dell'udito. Se il bambino ha problemi di udito, può essere difficile per loro imparare il linguaggio parlato. Se si sospetta un disturbo dell'udito, è importante portare il bambino dal medico per una valutazione.