Se il difetto si manifesta in quel lasso di tempo il consumatore può chiedere la riparazione o la sostituzione al venditore senza spese. Nel caso in cui ripararlo dovesse essere troppo oneroso, allora, si può richiedere un'adeguata riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto.
Per fare degli esempi si possono utilizzare: le ricevute di bancomat o carta di credito, la testimonianza di una persona presente al momento dell'acquisto, il libretto di garanzia firmato dal venditore, la registrazione dell'acquisto sulla carta fedeltà eccetera. Non trovate lo scontrino?
Utilizzando una stampante fiscale con protocollo RCH, la ristampa dell'ultimo scontrino fiscale emesso (premendo il pulsante di chiusura con scontrino da conto vuoto) viene effettuata utilizzando la ristampa da giornale elettronico che effettua una copia esatta dello scontrino fiscale emesso.
Il venditore che non emette lo scontrino può essere segnalato alla Guardia di Finanza e rischia una sanzione amministrativa pari al 100% dell'Iva non versata e comunque mai inferiore a 500 euro. Questo significa che su una vendita di 2 euro senza scontrino la sanzione minima sarà comunque di 500 euro.
Il link per accedere al portale “Fatture e Corrispettivi” si trova nella home page del sito www.agenziaentrate.gov.it nell'area tematica denominata “Fatture elettroniche e Corrispettivi”. Cliccando sul link del portale si apre la maschera dove vanno inserite le credenziali di accesso.