Cosa fece San Francesco dopo essere stato liberato?
Domanda di: Dr. Rosalba Riva | Ultimo aggiornamento: 13 aprile 2026 Valutazione: 4.1/5
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Dopo la prigionia a Perugia (1202-1203), San Francesco visse un profondo travaglio interiore che lo portò alla conversione, abbandonando la vita mondana per dedicarsi ai poveri e ai lebbrosi. Rinunciò all'eredità paterna, iniziò a restaurare chiese (come San Damiano) e fondò l'ordine dei frati minori, ritirandosi spesso in preghiera in luoghi solitari come l'Eremo delle Carceri.
Dopo una spensierata gioventù, ad Assisi in Umbria si convertì ad una vita evangelica, per servire Gesù Cristo che aveva incontrato in particolare nei poveri e nei diseredati, facendosi egli stesso povero. Unì a sé in comunità i Frati Minori.
Le ultime parole di San Francesco d'Assisi furono un inno di gioia e accettazione della morte, definita "sorella morte", esclamando "Ben venga la mia sorella morte!" e invitando i frati a spargere polvere e cenere sul suo corpo, prima di intonare il salmo "Con la mia voce ho invocato il Signore", completando il suo percorso di amore e umiltà verso Dio.
Figlio di una famiglia di mercanti, rinunciò ai suoi beni per amore del Signore e del prossimo; a lui sono attribuiti diversi miracoli come la resurrezione dei morti e la capacità di comunicare con gli animali.
Francesco, l'apostolo della povertà, in effetti era figlio di ricchi, nacque ad Assisi nei primi del 1182 da Pietro di Bernardone, agiato mercante di panni e dalla nobile Giovanna detta “la Pica”, di origine provenzale.