Pitagora fu il primo a fondare lo studio della musica su basi matematiche. Dalle sue sperimentazioni sul monocordo capì che una corda messa in vibrazione produce un suono la cui “altezza” percepita dall'orecchio umano è in stretta relazione con la lunghezza della corda stessa.
La filosofia pitagorica concepì la musica come elemento che, assieme alla matematica, coinvolge tutto l'Universo. Il concetto di Musica come scienza della ragione e come qualcosa di immutabile è una scoperta da cui prenderà vita, nei secoli successivi, quella che chiamiamo la civiltà musicale occidentale.
In laboratorio Pitagora tese delle corde elastiche (nervi di bue) tramite pesi differenti. Qui scoprì che vi era una consonanza tra coppie di suoni, quando le tensioni stavano fra loro in un rapporto di 4:1 o di 9:4. Una corda tesa da un peso quadruplo emette quindi una nota di frequenza doppia.
Il legame tra musica e matematica è stato scoperto in tempi molto antichi, che risalgono al genio di Pitagora. Egli fu il primo a intuire l'esistenza di rapporti numerici tra le frequenze e tramite questi costruì la prima scala musicale.
Armonia è il fulcro del pensiero filosofico di Pitagora: è il gesto, la politica del corpo, l'economia della vita, è il modo in cui ci si comporta in una società di giusti. Armonia è la capacità di parlare e cantare bene: armonia è musica come arte della parola, della poesia, della danza, del suono.