Domanda di: Ing. Enrica Lombardi | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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Quando il mutuo a tasso variabile diventa un problema
Molti mutuatari, infatti, possono ritrovarsi in difficoltà, al punto di non riuscire più a pagare le rate del mutuo. E se tu non riesci più a pagare le rate del tuo mutuo a tasso variabile, il tuo immobile rischia di essere pignorato e svenduto all'asta immobiliare.
Chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile può valutare una surroga e passare così a un tasso fisso. “Si tratta ancora – spiega l'associazione dei consumatori - di una buona possibilità perché significa bloccare il valore della rata nei prossimi mesi”.
I nuovi mutui a tasso variabile potrebbero arrivare, a breve, in media, al 4,9% dallo 0,6% di fine 2021: vuol dire che per un prestito da 150.000 euro della durata di 20 anni la rata mensile sarà di 995 euro, ben 329 euro in più (+49,5%) rispetto a quella che si sarebbe ottenuta un anno fa ovvero 665 euro.
Poiché il tasso non è bloccato su un certo valore, il costo di un mutuo a tasso variabile è normalmente più basso rispetto a quelli del tasso fisso. Tuttavia, rispetto ad un mutuo a tasso fisso, il tasso variabile è più “rischioso”: la rata potrebbe infatti crescere nel tempo e annullare così il risparmio iniziale.
Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principale e i tassi di interesse sulla linea di rifinanziamento marginale e sulla linea di deposito saranno aumentati rispettivamente al 3,50%, 3,75% e 3% a partire dal 22 marzo 2023.