Non pagare le tasse in Italia comporta sanzioni amministrative (fino al 30% dell'importo), interessi di mora e azioni di recupero forzato come fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti di beni. Se l'evasione supera certe soglie (es. >50.000€ o 100.000€), si rischia la reclusione per reati penali. È possibile regolarizzare la posizione tramite il ravvedimento operoso o rateizzazioni.
Il penale per imposte non versate scatta al superamento di specifiche soglie di "imposta evasa", che variano a seconda del tipo di reato: 50.000€ per l'omessa dichiarazione dei redditi (art. 5 D.Lgs 74/2000), 250.000€ per l'IVA (art. 10-ter) e 150.000€ per le ritenute (art. 10-bis), con pene detentive che aumentano con l'entità dell'evasione, oltre a sanzioni amministrative (interessi e sanzioni pecuniarie) per importi minori, configurando il reato penale solo se si superano le soglie stabilite dalla legge, come evidenziato in questo articolo.
Se non pago le tasse, le conseguenze possono essere gravi. L'Agenzia delle Entrate-Riscossione può avviare azioni di recupero, tra cui il pignoramento di beni, il fermo amministrativo o l'iscrizione di ipoteche.
Pena: Reclusione da 4 a 8 anni ma, se l'importo non rispondente al vero indicato nelle fatture o nei documenti, per periodo d'imposta, è inferiore ad euro 100.000, si applica la reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni.
In primo luogo dovrebbe essere introdotta una sanzione penale che punisca il soggetto che dolosamente non paga i proprio debiti. Il carcere per debiti applicato a soggetti che incolpevolmente si trovano nel'impossibilità di pagare i propri debiti è un istituto aberrante.