La chiamano la miglioria della morte, quando il malato terminale si alza dal letto, parla con i parenti come se fosse rinato per poi invece chiudere gli occhi ed esalare l'ultimo respiro. E di esempi nelle ore precedenti al dibattito serale ce ne sono stati.
«Questo è il periodo immediatamente precedente la morte. Dura da poche ore a uno o due giorni [24 ore per l'agonia vera e propria]. Periodo importante perché presenta diverse peculiarità. L'agonia non impedisce, o non sempre, si manifesta prontamente in un contesto in cui non era particolarmente prevista.
Dal punto di vista medico per agonia si intende il progressivo spegnersi delle funzioni vitali che si verifica nel periodo di tempo immediatamente precedente la morte in tutti quei casi, e sono la grande maggioranza, in cui essa non colga l'individuo all'improvviso.
Gli arti diventano freddi, talvolta bluastri o chiazzati. Il respiro può farsi irregolare. Nelle ultime ore, possono subentrare uno stato confusionale e sonnolenza. Le secrezioni faringee o l'inefficienza dei muscoli della gola provocano un respiro rumoroso, definito anche rantolo della morte.
Un paziente negli ultimi istanti di vita può essere fonte di rantoli e gorgoglii, anche forti, durante la respirazione; il respiro diventa irregolare o molto lieve, si riduce la frequenza respiratoria (numero di respiri al minuto) e la respirazione diventa molto rapida, affannosa, seguita da fasi costituite da respiri ...