Le None era una data intermedia tra le Calende e le Idi: erano il nono giorno prima delle Idi. Secondo la tradizione Romolo stabilì che l'anno avesse 10 mesi, ma Numa Pompilio lo portò a 12 mesi per farlo coincidere con l'anno solare.
Nel calendario romano pregiuliano (detto anche numano) esse cadevano il giorno 5 (Nonae quintanae) nei mesi di 29 giorni e il 7 (Nonae septimanae) nei mesi di 31. Nel calendario giuliano invece le none cadono il 5 di ogni mese, salvo i mesi di marzo, maggio, luglio, ottobre, in cui cadono il 7.
Nel calendario romano, il giorno che divide il mese in due parti quasi uguali, cadendo il 15 in marzo, maggio, luglio e ottobre, il 13 negli altri mesi. Residuo dell'originario calendario lunare, in cui ricorrevano nei giorni di plenilunio, le i. erano giorni festivi consacrati a Giove.
«Il primo giorno di ciascun mese è chiamato le calende; sei [giorni dopo sono] le none di maggio, ottobre, luglio e marzo; quattro [giorni dopo] per i [mesi] rimanenti; e le idi sono sempre otto [giorni dopo].»
Il primo giorno del mese nel calendario romano, da cui prese il nome il calendario stesso. Non esistevano nel calendario greco, e fu perciò che i Romani a indicare il rinvio indefinito di un'impresa o di una promessa, dicevano scherzosamente che era rimandata alle calende greche.