Tra i tassi che l'inflazione alimenta ci sono anche i tassi dei mutui. Di fatto, quando si verifica un fenomeno inflazionistico, l'aspettativa dell'inflazione fa crescere l'indice Eurirs su cui si basano i tassi fissi dei mutui.
11 settembre 2023: a luglio tassi dei prestiti in calo al 4,58% secondo gli ultimi dati di Bankitalia. Frena la corsa dei tassi dei mutui casa: l'ultima rilevazione di Bankitalia parla di un rialzo dei tassi di interesse sui mutui al 4,58%, in calo dal 4,65% di giugno.
Quindi, tutto lascia presagire che i mutui a tasso variabile proseguano la loro corsa nell'immediato, per poi restare su livelli sostenuti fino a che l'inflazione non sarà tornata livelli accettabili. Nella migliore delle ipotesi – scrivono gli esperti – questo non avverrà prima del 2024.
La buona notizia è che con l'inizio del nuovo anno la tendenza potrebbe finalmente invertirsi tanto che, guardando alle quotazioni di marzo 2024, il tasso del mutuo preso in esame dovrebbe scendere al 5,02% per poi calare addirittura al 4,83% a giugno 2024».
Una rata del mutuo variabile da 456 euro iniziali potrebbe arrivare a toccare i 759 euro, in crescita del 66% rispetto all'inizio del 2022. La stima arriva dalle simulazioni di Facile.it che indica un aggravio di 303 euro dopo l'ultimo aumento.