L'Istituto in sede di liquidazione della pensione commette spesso errori di ricalcolo INPS. In pratica vengono erogati assegni pensionistici maggiorati e lo stesso Istituto, una volta accortosi del proprio errore, richiede all'ignaro pensionato la restituzione delle somme percepite in eccesso.
L'Inps non può chiedere la restituzione di somme erogate oltre 10 anni prima. Difatti la prescrizione dell'indebito pagamento è appunto decennale. Invece per quanto riguarda le sanzioni, questa è di massimo 5 anni.
Contro tali atti inviati dall'INPS, occorre presentare ricorso amministrativo al comitato provinciale INPS. Qualora non venga effettuato tale ricorso si decade da ogni diritto e caduti i 90 gg dalla presentazione dello stesso, si può avviare l'azione giudiziaria in 180 gg. Questi termini sono inderogabili.
Per avviare il ricorso amministrativo, il cittadino può presentare domanda comodamente da casa per via telematica, se ha il PIN per i “Ricorsi On Line” dell'INPS. In caso contrario, ci si può sempre rivolgere agli Enti di patronato e gli altri soggetti abilitati all'intermediazione con l'Istituto.
È stato introdotto il termine di 6 mesi per presentare un ricorso giudiziario per l'invalidità civile; 3 anni per le domande di prestazioni previdenziali in genere; e 5 anni per prestazioni già riconosciute dall'Inps ma non ancora pagate. Superati questi termini un cittadino non può più far valere i propri diritti.