Domanda di: Cesidia Bruno | Ultimo aggiornamento: 4 luglio 2026 Valutazione: 4.6/5
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Inizialmente irrita lo stomaco e il tubo digerente, causando eventualmente sanguinamento. In poche ore il ferro avvelena le cellule interferendo con le loro reazioni chimiche interne. Entro pochi giorni, il fegato può essere danneggiato.
Ne bastano minime quantità per provocare i sintomi: contrazioni muscolari e spasmi dolorosissimi che partono dalla testa (tipico il cosiddetto “riso sardonico” provocato dalla contrazione del muscolo massetere della mandibola) per scendere poi al tronco e agli arti, compromettendo deglutizione e respirazione.
Una volta ingerite, le sostanze corrosive possono ustionare tutti i tessuti che toccano, dalle labbra allo stomaco. I sintomi comprendono dolore (particolarmente quando si ingoia), tosse, respiro affannoso e vomito.
Una ferita profonda o sporca, particolarmente quella causata da un oggetto arrugginito, pungente e a sua volta sporco, ha un rischio maggiore di contenere spore di tetano. Si tenga in considerazione il fatto che il processo di guarigione delle ferite infette è lento, e che queste si presentano edematose e arrossate.