Può però degradare alcuni antiossidanti e la Vitamina E, che sono sensibili al calore. In questo studio è stato anche dimostrato che, riscaldare l'olio d'oliva a 180°C per 36 ore ha portato a una diminuzione degli antiossidanti e della Vitamina E, ma molti dei composti sono rimasti intatti.
Quando si scalda l'olio, a una certa temperatura (e prima che inizia a bollire), questo comincia a produrre fumo. A questa temperatura, detta “punto di fumo”, le componenti grasse bruciano e l'olio inizia a fumare. Ed è proprio in questa fase, quando l'olio produce fumo e si scurisce, che si sprigiona l'acroleina.
Come evitare che l'olio di oliva possa diventare nocivo
Considerando il punto di fumo dell'olio extravergine, bisogna sempre controllare il grado di calore che raggiunge e che non deve mai superare i 160/180 gradi dato che, oltre queste temperature, produrrebbe l'acroleina, sostanza irritante e tossica.
Nel caso degli oli vegetali abbiamo una temperatura di autoaccensione (l'olio si incendia da solo) di circa 200-260°C a seconda del tipo d'olio. Per questo tipo di incendi esistono dei nuovi estintori creati appositamente (Classe F).
Consigliamo di scaldare l'olio da massaggio in modo delicato, lavorando a basse temperature e non a contatto diretto con la fonte di calore. Si può scegliere di farlo a bagnomaria, fino a giungere a una temperatura massima di 40 gradi, la quale consente un utilizzo sicuro.