Domanda di: Mirco De rosa | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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Una spiegazione riguarda la figura del boia, il pubblico ufficiale incaricato di eseguire le pene capitali. Essendo poco amato, si dice che i torinesi cominciarono a chiamarlo fàuss (“falso”). La seconda spiegazione è che si trattasse di una generica imprecazione che veniva utilizzata per non bestemmiare Dio.
Il grande disprezzo dei torinesi nei confronti di questa figura diede origine all'espressione. I cittadini soprannominarono infatti il boia come “Fàuss”, in piemontese “falso”.
Si pronuncia così come si scrive 'Boja Fauss' e significa letteralmente 'Boia Falso'. 'Boja Fauss' non è una bestemmia: l'offesa contro il boia rappresenta un'espressione molto diffusa tra i torinesi ed i piemontesi, sia come imprecazione di rabbia, che, semplicemente e più comunemente, di stupore.
Com'è? Questa tipica espressione deriva dal dialetto cum al'è e significa semplicemente “come va?”. Per chi non è del posto suona però un po' strano e la risposta pare ovvia “com'è cosa?”.
"Torinesi falsi e cortesi" è una frase che ho inteso spesso pronunciare girando per l'Italia, fuori del Piemonte - e magari anche dentro: un proverbio però a cui, con tutto il rispetto che ho per siffatta espressione di saggezza popolare, io non credo affatto.