La poesia "Se questo è un uomo" (nota anche come Shemà) di Primo Levi funge da introduzione all'omonimo libro di memorie e costituisce un potente monito e appello alla memoria contro la disumanizzazione dei lager nazisti. Il testo, ispirato alla preghiera ebraica, intima al lettore di riflettere se chi è privato di dignità, identità, affetti e subisce violenze inaudite possa ancora essere definito uomo.
Qual è il messaggio della poesia "Se questo è un uomo"?
Il poeta obbliga il lettore a ricordare, in quanto non si può e non si deve dimenticare ciò che è accaduto durante lo sterminio nazista. È opportuno tramandare quanto avvenuto alle nuove generazioni, in modo tale da informare i nostri successori sull'accaduto, con la speranza che non si ripeta mai più.
Quest'opera deve il suo titolo al fatto di rappresentare una fase in cui la mente del protagonista resta in parte libera dal pensiero assillante della prigionia. Un pensiero che comunque lo avrebbe riassalito al momento di ritornare a casa e anche negli anni successivi.
Se questo è un uomo è un'opera biografica dello scrittore italiano Primo Levi e pubblicata per la prima volta da De Silva editore nel 1947 e poi da Einaudi nel 1958. È una delle testimonianze più importanti sullo sterminio ebraico ad opera dei nazisti.
Qual è la frase iniziale di "Se questo è un uomo"?
L'esortazione è preceduta da un comando: Ascolta Israele! (Shema Israel). Levi sembra quasi proclamare che i deportati sopravvissuti ad Auschwitz hanno il compito e l'autorità di proclamare un nuovo comandamento, relativo al ricordo e alla conservazione della memoria di quanto è accaduto.