Viene pronunciata verso qualcuno che ha commesso una sciocchezza e si traduce grossomodo con 'sei proprio uno stupido'; Famm' nu trmon! È l'esclamazione utilizzata per far tacere una persona molesta.
Molti di voi sapranno che in dialetto barese la parola “trimone” è un termine dialettale volgare per indicare una persona (prevalentemente di sesso maschile) particolarmente stupida. In particolare, un modo di dire diffuso è proprio “sei un trimone al vento” (letteralmente sei uno che parla a vanvera).
La leggenda narra che la parola “trmon” (abbreviazione di trimone), oggi largamente usata come insulto folkloristico in territorio barese, nacque durante una visita di Niccolò Piccinni nella sua natìa Bari.
L'assidua frequentazione della Puglia mi ha permesso alcuni anni fa di far la conoscenza con “Meh!”, un'espressione che unisce un po' tutti i dialetti pugliesi e il cui significato può cambiare a seconda del contesto e può significare stupore, curiosità, apprezzamento, delusione.
Di solito al saluto segue la risposta auandan auandan o sciam innanz: un modo per dire che seppur con vari problemi la vita va avanti. Quando invece ci si congeda, non si ricorre mai ai tradizionali “ciao” o “arrivederci”, ma ad espressioni molto più colorite traducibili in italiano con un “riguardati”.