Domanda di: Sig. Trevis Fabbri | Ultimo aggiornamento: 30 aprile 2026 Valutazione: 4.6/5
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In italiano, l'accento tonico (la maggiore intensità di voce su una sillaba) è libero e può cadere su diverse posizioni, anche se la maggior parte delle parole sono piane (accento sulla penultima). La sua posizione è variabile, ma si classifica in:
In italiano, l'accento tonico è segnato solo nelle parole tronche, per il mezzo di due distinti accenti grafici: l'accento acuto (come in sé, perché ecc.), che indica la chiusura del timbro (contraddistingue le vocali chiuse o 'strette' [nell'articolazione, medio-alte]);
Ogni parola ha una sillaba accentata, su cui la voce si sofferma più che sulle altre, e questo accento si chiama tonico. In italiano esistono due tipi di accento tonico, quello acuto e quello grave. L'accento acuto indica un suono stretto o chiuso (perché); l'accento grave indica un suono aperto o largo (caffè).
Secondo la norma più diffusa nelle grammatiche, in italiano l'accento grave si pone sulle vocali la cui pronuncia non si distingue in aperta o chiusa (a, i, u) e sulle varianti aperte della e /ɛ/ e della o /ɔ/, mentre l'accento acuto (′) si pone sulle varianti chiuse delle vocali toniche e /e/ e o /o/.
L'unico caso in cui l'accento viene sempre segnato è nelle parole tronche, ossia quelle in cui l'accento cade sull'ultima sillaba, come “perché” o “caffè”.