Sì, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia) può pignorare beni all'estero, inclusi immobili e conti correnti, grazie ad accordi di cooperazione internazionale e normative UE. Le procedure sono complesse e costose, rendendo il pignoramento immobiliare raro, mentre è più frequente il pignoramento di conti correnti.
È possibile pignorare un conto corrente all'estero, a patto che siano noti la sua esistenza e l'istituto di credito in cui è stato aperto. Ove tali elementi manchino, è possibile ovviare chiedendo una ricerca telematica dei beni del debitore all'anagrafe tributaria, dietro apposita autorizzazione del giudice.
L'Agenzia delle Entrate può pignorare un conto corrente estero?
Il Fisco italiano, attraverso la cooperazione internazionale e gli accordi di mutua assistenza, può avviare procedure per il recupero dei debiti anche su conti detenuti fuori dall'Italia. Tuttavia, l'efficacia e i limiti del pignoramento dipendono molto dal Paese in cui il conto è aperto.
"Il codice li chiama 'beni assolutamente impignorabili' e sono: letti, tavoli da pranzo con le relative sedie, armadi guardaroba, cassettoni, frigorifero, stufe, fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, lavatrice, utensili di casa e di cucina insieme ad un mobile idoneo a contenerli" si legge sul portale.
Avere un conto corrente non pignorabile da Equitalia offre vantaggi significativi per i contribuenti, permettendo loro di gestire il proprio reddito con maggiore sicurezza. La protezione dei fondi essenziali garantisce una stabilità economica e riduce l'impatto di eventuali debiti fiscali.