A seconda del contesto, anche linguistico, il termine può indicare genericamente una persona che non ha ancora raggiunto la pubertà, oppure che ha ancora 11 anni (età nella quale, in coincidenza con l'uscita dalla scuola elementari si comincia a parlare di "ragazzino/a"). In inglese il termine corrispondente è child.
La crescita del bambino si può dividere in quattro periodi: la prima infanzia (che va dalla nascita fino a due anni), la seconda infanzia o l'età del gioco (3-6 anni), la terza infanzia o l'età della scuola (7-10 anni), l'adolescenza (11-18 anni).
Si è così bambini fino ai 15 anni (mentre fino agli anni '60/'70 lo si era fino ad 11), giovani dai 16 ai 24 anni, ma giovani adulti (fascia d'età prima inesistente, dato che a 25 anni si era considerati adulti e lo si restava fino ai 60, età in cui cominciava la vecchiaia) dai 25 ai 34 anni.
In medicina solitamente si fa collocare la fase adulta con l'arresto della crescita, che può collocarsi, secondo le ultime attendibili ricerche, nella femmina intorno ai 18 anni, nel maschio intorno ai 20 (sebbene i tempi si siano notevolmente accorciati attualmente, fino a 16 anni).
Si inizia dagli 11 anni, quando i ragazzi iniziano a diventare uomini; sono più precoci delle ragazze, i cui ormoni avviano le trasformazioni necessarie a renderle donne solo dai 14 anni in poi.