Il predicato può essere sia verbale che nominale, a seconda della funzione del verbo nella frase. Il predicato verbale indica un'azione (es. "Marco corre"). Il predicato nominale, formato da copula (verbo essere) + nome/aggettivo (nome del predicato), indica chi o com'è il soggetto (es. "Il cielo è sereno").
La differenza principale è che il predicato verbale indica un'azione compiuta dal soggetto (es. "mangia"), mentre il predicato nominale esprime una qualità o una condizione del soggetto, essendo formato dal verbo essere (copula) più un nome o un aggettivo (es. "è felice", "è un medico"). Il predicato verbale è un qualsiasi verbo che esprime un'azione, mentre il predicato nominale si basa sul "verbo essere" unito a un aggettivo (nome del predicato) o un nome (parte nominale).
Definizione In analisi logica, il predicato può essere di due tipi: predicato verbale o predicato nominale. Il predicato è l'elemento più importante della frase semplice. Predicato nominale Il predicato nominale è formato dal verbo essere, seguito da un nome (e dall'articolo che lo accompagna) o da un aggettivo.
Il predicato verbale è costituito da un qualsiasi verbo ➔predicativo e può essere di ➔forma attiva, passiva e riflessiva (verbi ➔riflessivi), transitiva o intransitiva (➔transitivi e intransitivi, verbi).
Il mio gatto è un micio siamese. Il predicato nominale è: è un micio siamese. Non può essere un predicato verbale, in quanto vi è il verbo essere, e si tratta, quindi, di un predicato nominale. Il mio gatto mangia la carne.