Sì, il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) matura anche con un contratto a tempo determinato. Il diritto non dipende dalla durata, ma dalla natura subordinata del rapporto. La quota accantonata (circa il 6,91% della retribuzione annua) viene liquidata alla scadenza naturale del contratto, al licenziamento o alle dimissioni, calcolata proporzionalmente al periodo lavorato.
Quando finisce un contratto a tempo determinato si ha diritto al TFR?
Condividi. Il Trattamento di fine rapporto (TFR), anche detto liquidazione, è una somma che spetta ai lavoratori subordinati, siano essi a tempo indeterminato o determinato, part-time o full-time e anche con altri contratti atipici (tipo a chiamata) in tutti i casi di cessazione del rapporto.
Come si calcola il TFR per un contratto a tempo determinato?
Il trattamento di fine rapporto si calcola sommando per ciascun anno di lavoro una quota pari al 6,91% della retribuzione annua (la retribuzione utile per il calcolo del TFR comprende tutte le voci retributive corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, salvo diversa previsione dei contratti collettivi).
Quanti giorni bisogna lavorare per maturare il TFR?
Il trattamento di fine rapporto spetta a tutti i lavoratori subordinati solo se il rapporto di lavoro è rimasto in essere per almeno 15 giorni. Il TFR matura anche durante il periodo di prova e viene corrisposto anche se la prova ha avuto esito negativo purchè la prestazione abbia durata superiore a 14 giorni.
Cosa spetta alla fine di un contratto a tempo determinato?
Al di là del termine finale, il lavoratore a tempo determinato ha diritto allo stesso trattamento dei lavoratori assunti a tempo indeterminato comparabili, cioè inquadrati nello stesso livello, sempre che non sia obiettivamente incompatibile con la natura del contratto a tempo determinato.