Domanda di: Ing. Ludovico Barbieri | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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Tra i fiumi con più residui di oro in Italia troviamo il Ticino
Ticino
Il Ticino (Tessin in tedesco e in francese, Ticìn, Tisín, Tesìn, Tsei o Tzìch in lombardo e in piemontese) è un importante fiume della Svizzera meridionale e dell'Italia settentrionale, il principale affluente del Po per volume d'acqua e in assoluto il secondo fiume italiano per portata d'acqua.
. Normalmente l'oro alluvionale si presenta in piccole lamine da 2 a 4 millimetri e si riesce a recuperarlo, in quanto l'oro ha un peso specifico molto elevato e si separa facilmente dalla sabbia.
“Attualmente, le aree in cui ci sono cercatori d'oro attivi, sono principalmente quelle biellese con i torrenti Elvo e Cervo - afferma Ramella - la zona a ridosso del fiume Ticino sia in Lombardia che in Piemonte e la zona ovadese nel basso Piemonte”.
La terra in assoluto più fertile è il Piemonte. Nelle valli che scendono dalle Alpi, si trovano numerosi giacimenti primari del metallo prezioso. Seguono la Liguria, la Lombardia e il Veneto. I posti più battuti dai cercatori esperti sono: il Ticino, l'Elvo, l'Orco e il Sesia.
L'oro è pesante: ha un peso specifico 15-20 volte più elevato rispetto alle sabbie e alle ghiaie presenti nel corso d'acqua e ciò lo rende piuttosto prevedibile. Devi andare giù per trovarlo: sotto le sabbie e le ghiaie, e giù in profondità nelle fessure della roccia.
I cercatori d'oro amatoriali devono provvedere a richiedere al distretto minerario in Regione l'iscrizione all'albo (è gratuito). Legge regionale 23 febbraio 1981, n. 15 (aggiornata nel 2008). Norme per la disciplina dell'estrazione di minerali e fossili.