Domanda di: Ing. Jole Costa | Ultimo aggiornamento: 5 marzo 2026 Valutazione: 4.7/5
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Petrarca parla di Laura principalmente nel Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta), una raccolta che celebra il suo amore per lei, incontrata il 6 aprile 1327 ad Avignone. Tra le poesie più celebri figurano "Erano i capei d'oro a l'aura sparsi" (sonetto 90), che loda la sua bellezza angelica, e "Era il giorno ch'al sol si scoloraro" (sonetto 3), che narra il primo incontro.
In verità Laura ha una vita esclusivamente letteraria, e per di più solo all'interno di una parte quantitativamente piccola dell'opera petrarchesca: occupa la scena da protagonista nel Canzoniere, in quattro dei sei Trionfi e nel libro III del Secretum; compare sotto spoglie allegoriche in alcune egloghe del Bucolicum ...
Erano i capei d'oro a l'aura sparsi è la novantesima lirica (RVF 90), nonché il sonetto LXIX (69), del Canzoniere di Francesco Petrarca, nel quale l'autore loda la bellezza angelica di Laura e giustifica il suo amore verso la donna.
Era la primavera del 1327, venerdì santo, quando un ventiduenne Francesco Petrarca incrociò nella Chiesa di Santa Chiara ad Avignone le “belle membra”, il “bel fianco”, i “beglio occhi”, la “gonna leggiadra”, e le “trecce bionde” come l'oro di Laura, consegnando al mondo una delle prime rappresentazioni di quello che ...
Petrarca utilizza i tipici attributi della bellezza femminile (capelli biondi, occhi, bocca) ma ne aggiunge anche altri (seno, passo, piedi) e soprattutto crea con questi elementi immagini di grande sensualità, in cui Laura appare come un vero oggetto erotico – per es.