Domanda di: Dr. Secondo Monti | Ultimo aggiornamento: 25 aprile 2026 Valutazione: 4.8/5
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La bradicardia non è sempre una malattia, ma piuttosto una condizione caratterizzata da un battito cardiaco inferiore a 60 battiti al minuto (bpm) a riposo. È fisiologica negli atleti o durante il sonno. Diventa patologica solo quando è sintomatica (vertigini, stanchezza, fame d'aria) e il cuore non pompa sangue a sufficienza.
Una grave bradicardia patologica può dare luogo a complicanze severe, come insufficienza renale, pressione bassa, edema polmonare, abbassamento della temperatura corporea (ipotermia), pallore e cianosi, stati di incoscienza e coma, arresto del cuore e morte.
La terapia con pacemaker rappresenta il trattamento più diffuso per la bradicardia. Un pacemaker aiuta a ripristinare il ritmo cardiaco e ad alleviare i sintomi della bradicardia inviando piccoli impulsi elettrici al cuore per aumentare la frequenza cardiaca.
In alcuni neonati possono può verificarsi apnea, che è il termine medico utilizzato per indicare una pausa insolitamente lunga nella respirazione. Tale condizione può portare alla bradicardia (diminuzione della frequenza cardiaca).
In altri casi, però, la bradicardia può indicare un problema al sistema elettrico del cuore, che regola il ritmo cardiaco. Se il rallentamento compromette la capacità del cuore di pompare sangue in modo efficace, può causare sintomi significativi e richiedere un trattamento.