Domanda di: Sig. Albino Messina | Ultimo aggiornamento: 8 febbraio 2026 Valutazione: 4.9/5
(60 voti)
L'omofobia non è classificata come una malattia mentale nei manuali diagnostici ufficiali come il DSM-IV o l'ICD-10. Piuttosto, è descritta come un pregiudizio, una forma di intolleranza o un insieme di sentimenti e comportamenti avversi, spesso irrazionali, verso l'omosessualità, la bisessualità e la transessualità. La comunità scientifica considera l'omosessualità una variante naturale del comportamento umano, depatologizzata fin dal 1973 dall'APA.
Secondo i ricercatori gli individui omofobi vivrebbero un forte conflitto interno tra la propria attrazione verso persone dello stesso sesso e l'imperativo a reprimerla a causa di un' educazione familiare repressiva e autoritaria in questo senso; nel momento in cui queste angosciose preferenze e tendenze vengono ...
Fa riferimento ad una paura persistente verso alcune situazioni, attività, persone. L'omofobia indica un'avversione irrazionale, un insieme di sentimenti, pensieri, comportamenti avversi, nei confronti dell'omosessualità, della bisessualità e della transessualità.
La necessità di controllare se stessi in situazioni sociali pone le basi per lo sviluppo del disturbo d'ansia sociale in individui che possono essere già predisposti a causa della genetica o di altri fattori ambientali. In un quadro generale più grave, l'omofobia può comportare violenza vera e propria o crimini d'odio.
La maggior parte dei testi biblici che si riferiscono all'omosessualità ne danno un giudizio negativo, con la notevole eccezione dei Libri di Samuele. Il popolo di Sodoma che vuole rapire gli angeli per poter abusare di loro.