Secondo la tradizione cristiana e i Vangeli, Maria non era sterile. Al contrario, viene descritta come una giovane vergine che concepisce Gesù per opera dello Spirito Santo. La sterilità è invece attribuita ad Elisabetta, madre di Giovanni Battista, e alla madre di Maria, Sant'Anna.
Secondo la fede cristiana tradizionale, Maria non ebbe altri figli dopo Gesù, mantenendo la sua verginità perpetua, una dottrina definita al Concilio di Costantinopoli nel 553 d.C.. Tuttavia, i Vangeli menzionano "fratelli" e "sorelle" di Gesù (Giacomo, Giuseppe, Simone, Giuda), interpretati dalla maggior parte dei cristiani come cugini o parenti stretti, non figli biologici, data l'ambiguità dei termini "fratello/sorella" nel contesto semitico e biblico, dove indicano anche parenti più lontani, mentre i Protestanti e altre tradizioni li interpretano come figli avuti da un precedente matrimonio di Giuseppe.
Origini storiche. La verginità di Maria è affermata nelle Lettere di Ignazio di Antiochia (I secolo). La Verginità perpetua è scritta nell'atto di fede di Sant'Epifanio di Salamina, nel 374: «Il figlio di Dio "incarnato, cioè, è stato generato perfettamente da Santa Maria, la sempre Vergine, dallo Spirito Santo".»
L'8 dicembre di ogni anno, dunque, i cristiani cattolici festeggiano il fatto che Maria, madre di Gesù, è nata senza la macchia del peccato originale. Eccezione unica nella storia umana («singolare grazia e privilegio») con cui Dio ha preservato fin da subito Maria da ogni colpa.