Domanda di: Ing. Samira Caputo | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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L'utilizzo del ghiaccio nelle contusioni e nei traumi muscolo-scheletrici, infatti, aiuta a diminuire la percezione del dolore, grazie all'effetto analgesico (anche se temporaneo) del freddo sulla zona trattata: l'ipotermia a livello della pelle impedisce, infatti, la trasmissione degli impulsi dolorosi.
La terapia del freddo è anche conosciuta come crioterapia. Funziona riducendo il flusso sanguigno in una particolare area: di conseguenza, possono ridursi anche l'infiammazione e il gonfiore che causano dolore, specialmente intorno a un'articolazione o un tendine.
Partiamo da un assunto generale: il ghiaccio è vasocostrittore, pertanto riduce il dolore acuto, dà sollievo all'infiammazione e limita i lividi. Il caldo, al contrario, aumenta il flusso sanguigno, pertanto rilassa i muscoli rigidi e dà sollievo alle giunture doloranti.
La terapia del ghiaccio non dovrebbe essere utilizzati in persone con ipersensibilità al freddo, arteriosclerosi o diabete, in cui la sensibilità è notevolmente ridotta, in persone con la gotta o l'artrite reumatoide o in alcuni soggetti con disturbi del collagene.
L'effetto principale del ghiaccio (o meglio del freddo) è di ridurre la velocità della conduzione nervosa, riducendo così il dolore percepito dai tessuti raffreddati. Questo permette alle persone di riuscire a muovere la zona infortunata e di eseguire esercizi anche nel post acuto.