Gli antichi Egizi pesavano il cuore del defunto (psicostasia) per giudicarne la moralità e decidere se meritasse la vita eterna nell'aldilà, o "Campi dei Giunchi". Il cuore, considerato sede della coscienza e delle azioni, veniva bilanciato contro la piuma della dea Maat (simbolo di verità e giustizia).
Il cuore del defunto, organo depositario di tutte le azioni buone o malvage compiute in vita, viene quindi pesato sulla bilancia (psicostasia) in contrapposizione alla piuma di struzzo, simbolo di Maat: l'equilibrio indicherà la sua rettitudine così che potrà accedere alla vita eterna e sarà beato, detto Giusto di voce ...
Cosa succedeva se il cuore pesava più della piuma?
Se invece pesava più della piuma, il cuore veniva divorato dal mostro Ammit e il suo possessore era condannato a rimanere in eterno nel Duat, senza speranza d'immortalità. Scena della pesatura del cuore sulle pareti del tempio di Hathor a Deir el-Medina.
Anubi, a volte sostituito da Horus, deponeva il cuore del defunto su un piatto della bilancia, mentre sull'altra veniva posata una piuma, simbolo della Dea Maat e rappresentazione della giustizia e dell'equilibrio cosmico.
Ammit (chiamata anche Ammat, Ammet, Ahemait o Divoratrice) è una creatura mostruosa della mitologia egizia, nota anche come "Divoratrice dei morti", "Mangiatrice dei cuori" e "Grande della morte".