I cattolici, seguendo la tradizione ebraica, non pronunciano il nome proprio di Dio ( 𝑌 𝐻 𝑊 𝐻 𝑌 𝐻 𝑊 𝐻 o Tetragramma) per profondo rispetto, sacralità e inosservanza del comandamento di non usarlo invano. Sostituiscono il nome con titoli come "Signore" (Adonai) o "Dio", enfatizzando l'inconoscibilità e la santità divina. Questa pratica evita la strumentalizzazione del nome sacro.
Il divieto di pronunciare il Nome si radica nell'assoluta trascendenza divina. Il nome, infatti, nella tradizione biblica, è ciò che racchiude l'identità della persona, e dare il nome alle cose è proprio di chi le conosce, e ne esercita un possesso.
schivavano di pronunciare quell'augusto nome e vi sostituivano, anche dove stava scritto nella Bibbia, i nomi comuni di Elohim (Dio) o, più spesso, Adonai (Signore); perciò anche nelle più antiche versioni greche (LXX) e latine (Volgata) fu tradotto κύριος, Dominus.
«Dio non ha bisogno di essere difeso da nessuno e non vuole che il suo nome venga usato per terrorizzare la gente. Chiedo a tutti di cessare di strumentalizzare le religioni per incitare all'odio, alla violenza, all'estremismo e al fanatismo cieco».
Le Sacre Scritture presentano molti riferimenti ai nomi di Dio, ma i nomi chiave nell'Antico Testamento sono: Dio Che è l'Alto ed Esaltato, El-Shadday e Geova o Yahweh (da ricordare che l'esatta pronuncia è incerta). Nel Nuovo Testamento Theos, Kurios e Pateras (πατέρας, cioè "Padre" in greco) sono i nomi essenziali.