Il grido può servire come elemento di riconoscimento per i capi militari o per le stesse unità per distinguere le une dalle altre, ma esso serve soprattutto ai soldati per motivarsi prima del combattimento e spingersi di là dai loro limiti.
Nel 1099, quando i cavalieri cristiani crociati che assediavano Gerusalemme da più di un mese vinsero la resistenza degli assediati arabi, per diffondere la notizia presero a esclamare “hip hip hurrà”. Che era, semplicemente, l'abbreviazione distorta della frase Hieroslyma est perdita, ossia “Gerusalemme è caduta”.
La modalità corretta dell'esecuzione del saluto consiste nel portare la mano destra (tenuta "a penna", ovvero palmo aperto, dita dritte e pollice "nascosto") alla visiera, tenendo il braccio in asse con il torace ed in modo tale da formare con il fianco un angolo retto.
Tale gesto è rimasto ancora in uso e nell'esercito italiano, il cosiddetto “saluto al basco”, si esegue con la mano rigidamente distesa ma leggermente inclinata in avanti, proprio a richiamare la chiusura della visiera dell'elmo. [Chi altri, nelle Forze Armate, salutano con la sinistra?..]