I siciliani si ribellarono agli Angioini (i Vespri siciliani, 1282) a causa della dura dominazione di Carlo I d'Angiò, caratterizzata da una pesantissima pressione fiscale, lo spostamento della capitale da Palermo a Napoli, e comportamenti repressivi. La nobiltà isolana perse potere, e il malcontento popolare esplose per abusi francesi, portando alla richiesta di aiuto agli Aragonesi.
Angioini è l'appellativo dato a due distinte dinastie medievali cadette dei Capetingi, accomunate dall'aver avuto la titolarità sulla Contea, poi Ducato, di Angiò, una provincia occidentale della Francia. D'azzurro, seminato di gigli d'oro, spezzato da un lambello rosso.
Il DNA dei Siciliani è un ricco "mosaico genetico", prevalentemente europeo mediterraneo (Siculi, Greci, Romani) con importanti contributi mediorientali e nordafricani (Fenici, Arabi, Ebrei) e tracce nord europee (Normanni, popoli germanici), riflettendo la storia di crocevia dell'isola, vicini geneticamente a Greci e Maltesi.
A generare l'episodio fu, secondo la ricostruzione storica, la reazione al gesto di un soldato dell'esercito francese, tale Drouet, che si era rivolto in maniera irriguardosa a una giovane nobildonna accompagnata dal consorte, mettendole le mani addosso con il pretesto di doverla perquisire.
La Guerra del Vespro, iniziata nel 1282, fu il punto di svolta che permise agli Aragonesi di intervenire in Sicilia. La rivolta contro il dominio angioino, scoppiata il 30 marzo 1282 durante i Vespri siciliani, fu alimentata dal malcontento popolare per le tasse oppressive e le politiche autoritarie di Carlo I d'Angiò.