Perché la fibromialgia non è riconosciuta dall'INPS?
Domanda di: Selvaggia Villa | Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2026 Valutazione: 4.2/5
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La fibromialgia non è pienamente riconosciuta dall'INPS come patologia a sé stante perché manca ancora nelle tabelle ministeriali ufficiali e nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), rendendo complessa la certificazione standardizzata. Tuttavia, l'invalidità può essere ottenuta dimostrando l'impatto funzionale e la gravità tramite commissioni medico-legali.
Come posso ottenere l'invalidità per fibromialgia nel 2025?
Per ottenere l'invalidità per fibromialgia nel 2025, devi seguire l'iter INPS: ottieni un certificato medico dal tuo curante, presenta la domanda online (tramite portale INPS o patronato) con documentazione specialistica, e sostieni la visita medico-legale per la valutazione, che assegnerà una percentuale, con la possibilità di ricorso se il risultato è insoddisfacente, tenendo conto delle recenti novità sui LEA che riconoscono esenzioni per forme severe.
Chi soffre di fibromialgia ha diritto all'invalidità?
L'articolo 2 prevede il riconoscimento della fibromialgia come malattia invalidante. L'articolo 3 prevede disposizioni per l'esenzione dalla spesa sanitaria per le persone affette da tale patologia.
Quali sono le novità per la fibromialgia nel 2025?
Nel 2025, le principali novità sulla fibromialgia includono il fondamentale riconoscimento come malattia cronica invalidante e l'inserimento nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) in Italia, che garantisce maggiori tutele ai pazienti. L'approccio terapeutico si conferma multidisciplinare, con farmaci innovativi come il sublinguale Tonmya che mira a migliorare sonno e qualità della vita, affiancati da esercizio fisico, psicoterapia e nutrizione, mentre cresce l'uso della digital health. La sensibilizzazione rimane alta, con la Giornata Mondiale della Fibromialgia del 12 maggio 2025 che ha acceso i riflettori sulla patologia.
Perché la fibromialgia non è riconosciuta come malattia?
La fibromialgia in Italia non è inclusa negli elenchi ministeriali delle patologie croniche e non è dunque inserita nei LEA, livelli essenziali di assistenza. Ciò significa che i pazienti non hanno diritto all'esenzione da ticket per prestazioni specialistiche, farmaci o qualsiasi forma di terapia.