Domanda di: Quarto Testa | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.9/5
(55 voti)
L'acqua piovana non è quindi adatta al consumo umano perché, come sottolinea anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità, bere regolarmente acque prive di minerali può generare squilibri elettrolitici e aumentare il rischio di disturbi cardiovascolari, osteoporosi e altre patologie.
Insomma, l'acqua caduta dal cielo non si può bere perché è inquinata, perché non può essere immagazzinata per usi alimentari e perché la scarsità di sali minerali contenuti, a lungo andare, causerebbe un deficit nell'organismo.
L'acqua piovana può essere resa potabile con un processo di purificazione impiegando iodio oppure cloro da addizionare nella giusta percentuale. Un metodo di purificazione più pratico ed economico consiste nel far bollire il liquido per eliminare residui, impurità ed agenti patogeni infettivi.
L'acqua piovana deriva dalla condensazione del vapore acqueo, dovuto all'evaporazione continua delle acque di mari, laghi e fiumi: in teoria dovrebbe essere pura come quella distillata e contenere solo idrogeno e ossigeno, con un pH (è la misura del grado di acidità) neutro, pari a 7.
Riconoscibile è quella calcarea, che deve il suo gusto alle particolari caratteristiche delle rocce da cui sgorga. È cartacea, l'acqua che lascia un sapore secco o umido, come quello del cartone, ed è corpulenta (o grassa, o oleosa) se lascia una sensazione di vischiosità sul palato.