Essendo che 'poiché', 'a causa del fatto che', come introduttore di una subordinata con valore esplicativo-causale è oggi accettabile soltanto in usi colloquiali o nello scritto stilisticamente basso senza mire di severo controllo formale, anche se ha alle spalle numerose attestazioni nell'italiano antico e letterario.
Risposta. La locuzione essendo che, con il significato di 'poiché, giacché, per il fatto che', ha una storia antica ed è attestata nell'italiano letterario, anche nella forma univerbata essendoché, fin dal Cinquecento.
La forma siccome che, di uso regionale e popolare, ma sconsigliabile nei testi scritti e nel parlato sorvegliato, è modellata su forme come visto che, dato che, considerato che.
Alcuno al singolare viene utilizzato al posto di nessuno nelle frasi in cui è presente una negazione e quando l'aggettivo indefinito segue il verbo; al plurale, alcuni è equivalente di qualche.
Con valore causale, dato che, dal momento che, per il fatto che: poiché le cose si stanno sistemando, non c'è motivo di preoccuparsi; poiché il lavoro è finito, me ne vado. Nell'uso odierno si adopera in grafia unita, quasi esclusivamente per introdurre una prop.