La fuga dalla Tunisia è spinta principalmente da una crisi economica senza precedenti, mancanza di lavoro, povertà diffusa e l'assenza di prospettive future per i giovani. La situazione è aggravata da ineguaglianze regionali, dall'impatto della pandemia sul turismo e da insicurezza alimentare. Molti scelgono la migrazione come unica via d'uscita.
La risposta in realtà è abbastanza semplice. La Tunisia attraversa da numerosi anni una situazione di forte precarietà economica, che si riflette nell'assenza di prospettive della popolazione più giovane, specie nelle aree più povere, che è infatti la più propensa a emigrare.
Anche la guerra o la minaccia di un conflitto e la persecuzione da parte dello stato sono fattori determinanti per la migrazione. Coloro che fuggono da conflitti armati, violazioni dei diritti umani o persecuzioni possono essere definiti profughi o migranti umanitari.
La scoperta della Sicilia da parte dei primi lavoratori tunisini trova la sua origine nei rapporti di lavoro e di amicizia che essi avevano istaurato con gli immigrati italiani in Tunisia. Questi ultimi erano scappati dalla povertà e dal fascismo e si erano stabiliti nel paese nordafricano.