Perché si al nucleare in Italia?

Domanda di: Ing. Nunzia Giuliani  |  Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2026
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Il dibattito sul ritorno al nucleare in Italia nel 2026 si concentra sulla necessità di diversificare le fonti energetiche, ridurre la dipendenza dal gas estero e raggiungere la decarbonizzazione. I sostenitori puntano su una produzione continua, stabile e a basse emissioni di 𝐶 𝑂 2 𝐶 𝑂 2 , considerata complementare alle rinnovabili per garantire la sicurezza del sistema elettrico e ridurre i costi energetici.

Perché no al nucleare in Italia?

Il nucleare non è sicuro né sostenibile

L'energia nucleare non è una fonte di energia rinnovabile e produce inoltre enormi quantità di scorie radioattive che rimarranno pericolose per diverse migliaia di anni: una condanna per l'ambiente e per le generazioni future, perché non esiste una soluzione sicura per smaltirle.

Quali sono i rischi nucleari?

«I reattori nucleari in funzione contengono grandi quantità di prodotti di fissione radioattivi che, se dispersi, possono rappresentare un rischio diretto di radiazione, contaminare il suolo e la vegetazione ed essere ingeriti da uomini e animali.

A che distanza arrivano le radiazioni nucleari?

Radiazione elettromagnetica

I raggi gamma provenienti da un'esplosione nucleare producono elettroni ad alta energia per effetto Compton. Questi elettroni vengono catturati nel campo magnetico terrestre ad altitudini tra i 20 e i 40 km, dove entrano in risonanza.

Quando arriverà il nucleare in Italia?

Il Piano nazionale integrato sull'energia e il clima (Pniec), si ricorda, prevede di arrivare a 8 GW di capacità nucleare installata nel 2050, per una produzione stimata di circa 64 TWh/anno.

Il NUCLEARE sta per RITORNARE in ITALIA?