Il passato prossimo è definito tale perché indica un'azione avvenuta in un tempo vicino (prossimo) al presente, spesso con effetti che durano tuttora, contrapponendosi al passato remoto che indica un tempo lontano. Si distingue per descrivere eventi conclusi e circoscritti, la cui percezione psicologica è di vicinanza temporale.
Il passato prossimo (o perfetto composto) è un tempo verbale dell'indicativo che esprime un'azione avvenuta in un passato, recente o lontano, che tende ad avere effetti percepiti ancora nel presente da parte di chi parla o scrive.
Il passato prossimo indica un'azione passata. Le azioni al passato prossimo sono avvenute in un passato vicino. Stamattina ho mangiato pane e marmellata.
Se prendiamo in considerazione una base temporale, il passato remoto indica un'azione compiuta in un tempo lontano, cioè remoto, mentre il passato prossimo indica un evento accaduto in un passato molto più recente, cioè prossimo.
Il passato prossimo si usa per azioni concluse nel passato che sono legate al presente, ad esempio oggi sono andato a scuola. L'imperfetto, invece, si usa per azioni abituali o in corso nel passato, ad esempio da bambino, andavo a scuola.