Perché si diventa evitanti?

Domanda di: Dott. Cristyn Fontana  |  Ultimo aggiornamento: 7 dicembre 2023
Valutazione: 4.2/5 (64 voti)

Alcuni autori sostengono che aspetti del disturbo evitante siano in parte dovuti a fattori biologici, innati, combinati ad alcuni fattori di rischio come ad esempio storie di abusi fisici, storie di rifiuto da parte dei genitori, umiliazioni da parte dei coetanei.

Perché si evita una persona?

Lo scopo, dunque, è sottrarsi dall'esporsi a situazioni, persone, eventi temuti per evitare di affrontare l'emozione negativa che ne deriva. L'evitamento, perciò, è un meccanismo difensivo, o strategia di fronteggiamento, dei problemi, tipica dei disturbi d'ansia.

Come si comporta un evitante?

Il disturbo evitante di personalità può essere descritto come un modello pervasivo di inibizione sociale, con un senso di inadeguatezza e ipersensibilità alla valutazione negativa, che inizia nella prima età adulta e si presenta in differenti contesti.

Cosa pensa un evitante?

Il Disturbo Evitante è caratterizzato principalmente da problemi relazionali, associati ad un consolidato senso di inadeguatezza e alla paura del giudizio negativo altrui. I pensieri della persona evitante sono di costante auto-critica: “sono inadeguato”, “non sono in grado di affrontare le cose”, “ho molti difetti”.

Come guarire dall evitamento?

Dal punto di vista psicoterapeutico, è possibile trattare con successo l'evitamento tramite un programma di esposizione graduale, durante il quale il soggetto prova a modificare progressivamente il circolo vizioso che si è creato, entrando in contatto con le situazioni ansiogene, affinché risultino normali e ...

Il Disturbo Evitante di Personalità