Perché viene fatto il tampone anale?

Domanda di: Ileana Bianchi  |  Ultimo aggiornamento: 31 maggio 2026
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Il tampone anale (o rettale) viene eseguito per diagnosticare infezioni batteriche intestinali (salmonella, shigella), ricercare microrganismi come lo Streptococco di gruppo B (fondamentale in gravidanza tra la 36ª-38ª settimana per proteggere il neonato), o rilevare infezioni sessualmente trasmissibili come HPV, gonorrea e streptococchi beta-emolitici.

Quando si fa un tampone rettale?

Quando viene eseguito

Durante la gravidanza il tampone vagino-rettale viene solitamente eseguito intorno alla 35ª-37ª settimana di gestazione. Quanto più la coltura viene condotta in prossimità̀ del parto, tanto più è affidabile nel risultato.

Perché si fa il tampone all'ano?

Il tampone rettale è un esame diagnostico finalizzato al prelievo di materiale fecale, da analizzare in laboratorio per l'eventuale isolamento dei microrganismi responsabili di malattie intestinali (ad esembio il batterio del colera, salmonella, shigella, campylobacter ecc.).

Cosa si vede con un tampone anale?

Il test può rilevare la presenza del virus e identificare il suo tipo specifico, fornendo così importanti informazioni sul rischio di sviluppare condizioni legate all'HPV, come verruche genitali o tumori anali.

Cosa significa un tampone rettale positivo?

Un tampone positivo non indica un'infezione in atto, ma soltanto che questi batteri sono presenti nelle mucose della vagina e/o del retto come ospiti “non troppo desiderati”.

GYNO EDUCATION - Il Tampone Vaginale