Qual è il congiuntivo presente di amare?
Domanda di: Sig.ra Edvige Marini | Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2026Valutazione: 4.4/5 (32 voti)
Il congiuntivo presente del verbo amare è regolare e si coniuga come segue: che io ami, che tu ami, che lui/lei ami, che noi amiamo, che voi amiate, che loro amino.
Che voi amiate o amate?
La frase corretta è "che voi amiate", che si riferisce al congiuntivo presente del verbo amare, mentre "che voi amate" è l'indicativo presente ed è usato per affermazioni certe, ma la costruzione "che voi" richiede quasi sempre il congiuntivo, rendendo "amiate" la forma grammaticalmente corretta in contesti di dubbio, desiderio o incertezza.
Qual è il congiuntivo presente?
Il congiuntivo presente in italiano si usa per esprimere dubbio, desiderio, incertezza, opinione o possibilità in frasi subordinate (introdotte spesso da "che"), e si forma togliendo la -o della prima persona singolare dell'indicativo e aggiungendo desinenze specifiche: "-i" per i verbi in -are (che io parli) e "-a" per quelli in -ere/-ire (che io legga, che io dorma), con "noi" uguale all'indicativo (che noi parliamo, che noi leggiamo) e "voi/loro" che cambiano (che voi parliate, che loro parlino).
Qual è il congiuntivo di temere?
al congiuntivo (quando la proposizione principale e quella secondaria hanno soggetti diversi): temo che tutto vada a finire male; si teme che sopravvenga qualche complicazione; temevo che la stoffa non bastasse; temo che ormai sia troppo tardi; temi che gli sia successo qualche cosa?; più raram.
Come si fa a non sbagliare i congiuntivi?
Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
Che numero è cxxxix?
Quanti giorni di malattia può dare il Pronto Soccorso?
