Domanda di: Giordano Ferrari | Ultimo aggiornamento: 16 aprile 2026 Valutazione: 4.8/5
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Il contrario di kosher (o kasher) è taref (o treif), termine che indica qualsiasi cibo non conforme alle regole alimentari ebraiche (Kasherut) e quindi proibito. Originariamente riferito alla carne di animali non macellati secondo i rituali, oggi definisce per estensione cibi non adatti, come crostacei, maiale o latticini uniti alla carne.
La differenza tra halal e kosher sta principalmente nella macellazione rituale degli animali, sebbene la macellazione sia simile, gli ebrei non pronunciano il nome di Dio con ogni animale che macellano. Tuttavia, recitano una preghiera speciale per il primo e l'ultimo animale che macellano.
atto lecito (halal): si riferisce soprattutto alle norme dietetiche e vesti- mentarie, dove indica l'aderenza alle norme della shari'a; atto consigliato, raccomandato (mandūb, mustahabb): se lo si compie si merita una ricompensa mentre se non lo si compie non si merita alcuna punizione.
Quando si parla di regole alimentari ebraiche, capita spesso di leggere o ascoltare termini lievemente diversi: kosher o kasher (a volte anche cacher). I termini sono entrambi corretti e ovviamente hanno lo stesso significato: definiscono un cibo idoneo o adatto secondo le regole alimentari ebraiche.
Gli animali permessi sono quelli che hanno lo zoccolo fesso, cioè spaccato in due parti (come la mucca, il vitello, la pecora, la capra…) e che sono ruminanti. Sono permessi tutti quelli provvisti di pinne e squame (come la trota, il salmone, il tonno, il merluzzo, le acciughe, la sogliola, la cernia, la platessa…).