Domanda di: Ing. Marieva Serra | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
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Il Brasile, infatti, è il cosiddetto gigante del caffè: il primo produttore di caffè al mondo, con una produzione annua di oltre 50 milioni di sacchi, che va a costituire oltre il 30% della produzione mondiale.
I dati più aggiornati, raccolti dall'International Coffee Organization, registrano che i maggiori produttori mondiali sono Brasile, Vietnam, Colombia e Indonesia, seguiti da Messico, Guatemala, Honduras, Perù, Etiopia e India.
I migliori caffè del mondo sono coltivati in Etiopia e, ogni anno, vengono raccolte tra le 200 e le 250 tonnellate di chicchi. Le regioni meridionali di Yirgacheffe e Gedeo producono un terzo della produzione e una delle caratteristiche principali di questo prodotto è il suo tocco acido.
Il caffè 100% italiano infatti nasce nelle campagne di Terrasini. Proprio in quell'area nei primissimi anni del '900 era già stato tentato un esperimento simile. L'iniziativa non era di un privato, tanto che furono i giardini dell'Orto Botanico di Palermo a essere scelti per dar vita al primo caffè coltivato in Italia.
La storia del caffè porta con sé numerose leggende: la più accreditata, come detto, vuole la sua origine nel IX secolo, in Abissinia (attuale Etiopia). Da lì le bacche di caffè vennero poi esportate in tutta la penisola araba, che aveva nella città di Mokka il proprio centro di riferimento per il commercio.