Il paese dei serpenti in Italia è Cocullo, un piccolo borgo medievale in provincia dell'Aquila, in Abruzzo. È famoso per la secolare "Festa dei Serpari" che si svolge ogni 1° maggio, in cui la statua di San Domenico Abate viene portata in processione ricoperta di serpenti (non velenosi) catturati nei mesi precedenti dai serpari locali.
Cocullo è anche nota come “la città dei serpenti” e le origini di questa denominazione sono legate al culto marsicano della dea Angizia, che sapeva governare il fuoco e i serpenti. La credenza era così radicata che i Romani erano convinti che in questa città ci fossero guaritori che usavano il veleno di questi animali.
Immaginando l'arco alpino dell'Italia settentrionale, ma anche i rilievi appenninici sopra i 1400-1500 metri, gli incontri più probabili sono con serpenti del genere Vipera.
Cocullo è un comune italiano di 201 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Situato su un colle, estrema propaggine meridionale del monte Catini (1319 m s.l.m.), al confine tra valle Peligna e Marsica, nell'alta valle del Sagittario.
San Domenico abate, monaco benedettino vissuto a cavallo dell'anno Mille [1], è venerato in vasta area dell'Italia centrale, particolarmente in Abruzzo, Umbria, Lazio e Molise [2]. L'intervento di questo santo taumaturgo è invocato soprattutto contro l'idrofobia, l'odontalgia e il morso dei rettili.