Domanda di: Ing. Rosaria Farina | Ultimo aggiornamento: 2 aprile 2026 Valutazione: 4.9/5
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In Italia, si può richiedere l'Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) entro i primi 90 giorni (circa 12 settimane) per motivi personali, economici, sociali o di salute; dopo i 90 giorni, l'aborto è consentito solo se la gravidanza o il parto costituiscono un grave pericolo per la vita o la salute della donna, o se sono accertate patologie fetali gravi, tramite procedura chirurgica o farmacologica, secondo la Legge 194/78.
E' possibile richiedere l'interruzione volontaria di gravidanza entro i primi 90 giorni di gestazione qualora la gravidanza, il parto o la maternità possano determinare un pericolo per la salute psichica o fisica della donna (articolo 4 della legge 194/78).
Entro i primi 90 giorni (ossia 12 settimane e 6 giorni dall'ultima mestruazione), l'aborto è ammesso sulla base di una autonoma valutazione della donna, che lo richiede perché ritiene che la prosecuzione della gravidanza possa rappresentare un pericolo per la sua salute fisica o psichica.
L'aborto al quinto mese (circa 20 settimane) in Italia è possibile solo in casi eccezionali di gravi rischi per la salute o la vita della madre o per gravi malformazioni del feto incompatibili con la vita, tramite aborto terapeutico (ITG). Questo avviene dopo un'approfondita valutazione medica, spesso tramite l'induzione di un travaglio di parto con farmaci, ed è un percorso diverso dall'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) entro i 90 giorni (12 settimane) che può essere richiesta per motivi personali.
Dal 1973, l'aborto è legale entro i primi tre mesi di gravidanza senza condizioni. Oltre questo periodo, la legge tunisina consente l'aborto se il proseguimento della gravidanza rappresenta un rischio per la salute fisica o mentale della donna, o se il feto presenta gravi malformazioni.