Inoltre, i menscevichi, fedeli all'ortodossia marxista, ritenevano che lo zarismo sarebbe dovuto essere rovesciato da una rivoluzione borghese, mentre i bolscevichi proponevano se stessi, considerandosi l'avanguardia operaia, come la classe che avrebbe fatto la rivoluzione.
Il programma bolscevico comprendeva un orientamento marcatamente internazionalista rivoluzionario, nella convinzione che la lotta operaia negli altri Paesi avrebbe rafforzato il movimento russo e viceversa, pertanto l'attività dei bolscevichi era profondamente inserita nel contesto della socialdemocrazia europea e il ...
Appartenente alla frazione di minoranza (men´ševik «minoritario») del Partito operaio socialdemocratico russo, costituitasi durante il secondo congresso (Londra 1903) e definitivamente separatasi da quella bolscevica nel 1912.
I socialdemocratici, pur divisi in due fazioni (bolscevichi e menscevichi), già dal loro secondo congresso (1903) tentarono di porsi a capo del moto popolare. Consigli di operai (soviet) si formarono a Mosca, San Pietroburgo e in altre città, mentre nelle campagne dilagarono le rivolte contro i proprietari terrieri.
La rivoluzione d'ottobre è la fase finale e decisiva della Rivoluzione russa iniziata in Russia nel febbraio 1917 del calendario giuliano, che segnò dapprima il crollo dell'Impero russo e poi l'instaurazione della Russia sovietica.