Domanda di: Dr. Jole Martinelli | Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2023 Valutazione: 4.7/5
(2 voti)
Esso fonda la sua teoria su una metafora, forse un po' forte, ma certamente suggestiva: la metafora è quella del cervello visto come un computer e come commenta Ulric Neisser (1), in un breve schizzo della storia della psicologia cognitiva, "sebbene questa analogia sia inadeguata sotto molti punti di vista, per i ...
Con la teoria cognitiva si pone per la prima volta l'attenzione sul soggetto attivo nel mondo in cui si muove e vive, un soggetto che opera sviluppando la sue capacità mentali. Secondo il cognitivismo la mente umana è in grado di elaborare a suo modo le informazioni che arrivano dall'ambiente esterno.
Secondo il modello cognitivista, successo al comportamentismo, la mente umana funziona come un elaboratore di informazioni che provengono sia dall'interno che dall'esterno dell'organismo: più precisamente sono i processi cognitivi che vengono esaminati ed analizzati in quanto funzioni organizzative.
Secondo la prospettiva cognitivista l'emozione è successiva a un processo di valutazione cognitiva dell'informazione in ingresso; tale elaborazione permette di attribuire il significato soggettivo all'esperienza emotiva, di distinguere tra una emozione e un'altra e di pianificare strategie di comportamento.
In che senso per i cognitivisti la mente è paragonabile a un computer?
La capacità della mente di rappresentare il mondo internamente è stata paragonata ad un computer, il modo in cui il computer elabora l'informazione e può rappresentarla all'interno del sistema sotto forma di linguaggio simbolicamente codificato è stato usato come metafora dei processi mentali.