Domanda di: Carlo Orlando | Ultimo aggiornamento: 8 aprile 2026 Valutazione: 4.5/5
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La prescrizione dei debiti varia in base alla natura del credito: generalmente, le imposte statali (Irpef, Iva) si prescrivono in 10 anni, mentre tributi locali (IMU, TARI), multe, bollette e contributi previdenziali si prescrivono in 5 anni. Il bollo auto si prescrive in soli 3 anni. La prescrizione decorre solitamente dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello in cui il pagamento era dovuto.
I termini ordinari e l'intreccio di varie normative fiscali Se si osservasse solamente la disciplina di base, la decadenza apparirebbe lineare: l'annualità 2019, dichiarata nel 2020, sarebbe accertabile fino al 31 dicembre 2025.
La prescrizione si calcola a partire dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere (in civile) o il reato è stato commesso (in penale), ma il calcolo esatto dipende dalla tipologia di diritto o reato: dal giorno della consumazione (reato), dalla cessazione della permanenza (reati permanenti) o dall'ultimo atto (reato tentato), escludendo il giorno di decorrenza iniziale (dies a quo).
Quali anni sta verificando l'Agenzia delle Entrate?
Che anno sta controllando l'Agenzia delle Entrate? La risposta sta negli accavallamenti normativi che si sono verificati a partire dal 2016 e di quelli intervenuti a seguito della pandemia di Covid-19.